Protezione uditiva su misura

Soprattutto se intendete indossare le protezioni acustiche per periodi prolungati o con regolarità, ad esempio sul lavoro o durante le ore di sonno, è consigliabile ordinare un prodotto su misura. Se desiderate un effetto ottimale, è bene puntare su una soluzione di protezione acustica personalizzata. Nel letto di casa come in viaggio, le protezioni acustiche multiuso individuali assicurano un’eccellente attenuazione di suoni e rumori. Da Amplifon potete scegliere e avere il vostro modello personalizzato.

Viaggi in moto

Il rumore del vento nel casco risulta attenuato. Per garantire un comfort ottimale, le protezioni sono realizzate in materiale morbido che si può indossare tranquillamente anche sotto il casco.

 

 

Viaggi in aereo

Grazie alla moderna tecnologia dei filtri, le protezioni acustiche agevolano la compensazione di pressione attenuando allo stesso tempo il rumore dell’aereo.

 

 

Sonno

Grazie alle dimensioni particolarmente ridotte, le protezioni non danno alcun fastidio nemmeno quando si appoggia l’orecchio sul cuscino. Il russare del partner o i rumori dell’ambiente sono notevolmente attenuati – per un sonno tranquillo e riposante.

 

Concerti

Queste protezioni acustiche attenuano i suoni più forti permettendo al tempo stesso di percepire chiaramente la musica. La naturale qualità timbrica non subisce alterazioni è inoltre possibile condurre una conversazione senza dover togliere l’apparecchio.

 

Protezione uditiva per i professionisti

Siete musicisti, operai di cantiere o cacciatori? Vi occorre un sistema in-ear-monitoring o una protezione attiva? Qualunque sia la risposta, da Amplifon troverete la protezione uditiva professionale adatta alla vostra specifica esigenza.

 

Fonte: www.amplifon.com

allergia e udito

Allergia primaverile e calo d’udito

Con l’arrivo della primavera e il clima più mite, arriva, purtroppo, anche l’allergia primaverile!

I sintomi più comuni sono: raffreddore, congestione nasale, cefalea, prurito e dolore al naso, alla gola e anche alle orecchie.

Questi sintomi variano di intensità in base a differenti fattori:

  • l’eta (le allergie ai pollini, infatti, iniziano a manifestarsi in modo più intenso durante l’adolescenza);
  • periodi di fioritura della pianta a cui si è intolleranti oltre che ai tempi e alle modalità di esposizione al polline.

La manifestazione clinica più frequente dell’allergia primaverile è ovviamente l’ostruzione nasale; e questa, come sappiamo, si ripercuote inevitabilmente sull’apparato uditivo, infatti, in caso di rinite allergica, si manifestano spesso anche otalgia (dolore alle orecchie) e cali d’udito.

Anche se l’immunoterapia ha fatto progressi, non esiste ancora una cura definitiva per l’ allergia primaverile: esistono solo farmaci e rimedi sufficienti ad alleviare i possibili fastidi.

7 Consigli utili per limitare i sintomi dell’allergia primaverile

 Oltre all’utilizzo dei farmaci e antistaminici idonei, gli esperti consigliano di:

  • evitare di tenere fiori freschi in casa;
  • chiudere quando possibile porte e finestre;
  • non fumare e non respirare fumo passivo
  • fare spesso la doccia e lo shampoo, per eliminare i pollini dal corpo e dai capelli;
  • pulire di frequente i filtri del condizionatore in auto e settare il riciclo aria interna;
  • indossare occhiali da sole abbastanza grandi da proteggere degli occhi;
  • evitare di recarsi in zone particolarmente erbose, boscose o dove si stanno compiendo lavori di giardinaggio;

Cinque cose sull’ipoacusia che tutti dovrebbero conoscere

È difficile spiegare che cosa significhi trovarsi in una condizione di ipoacusia — la mancanza di chiarezza nella conversazione, la sensibilità ai rumori forti, il senso di stanchezza che deriva dal pesante tentativo di comunicare. Si tratta di una disabilità invisibile che viene spesso fraintesa, sottovalutata o addirittura ignorata – a volte anche dalle persone che ti sono più vicine. Ma può avere un grande impatto sulla tua vita, e sulla vita di quelli che ti amano.

Queste sono le cinque cose sull’ipoacusia che tutti dovrebbero conoscere.

1. L’ipoacusia stanca.

Quando ci si trova in una condizione di perdita dell’udito, ascoltare significa fare fatica. È difficile da capire per chi ha un udito normale, perchè per la maggior parte delle persone è praticamente automatico ascoltare e capire.

Il miglior modo che io conosca per spiegarlo è ricorrere all’esempio del gioco “La ruota della fortuna”. Si leggono alcune lettere, altre lettere non ci sono. Il concorrente (o nel nostro caso l’ascoltatore) cerca di dare un senso ai suoni incompleti che sta ascoltando, e trasforma poi questi suoni in una parola o in una frase che abbia senso nel contesto della conversazione. Non è per niente facile, soprattutto dal momento che la conversazione non si arresta mentre tu stai facendo questa operazione extra.

2. Non sono stupido e non sono maleducato.

È vero, potrei a volte rispondere in modo poco appropriato a domande o non capire lo scopo di una conversazione, ma non sono stupido. Ho semplicemente frainteso ciò che hai detto. E se non rispondo al tuo saluto o al tuo “mi scusi” tra i banchi del supermercato, non è perchè ti sto ignorando. È semplicemente perchè non ho sentito.

3. Gli apparecchi acustici non funzionano come gli occhiali.

Le lenti trasformano immagini sfuocate in qualcosa di nitido e chiaro, riportando alla normalità quanto stai osservando. Ma con gli apparecchi acustici, non è la stessa cosa. Gli apparecchi acustici amplificano i suoni, ma questo li rende solo più alti di volume, non necessariamente più nitidi o più chiari. Gli apparecchi acustici non differenziano i suoni, per cui, oltre ad alzare i suoni della conversazione, vengono amplificati anche i rumori di sottofondo come il ronzio del freezer o del condizionatore. Questo può rendere veramente difficile sentire in certe situazioni!

4. Non c’è bisogno che tu parli per me.

Non sono un bambino, nè un invalido. Se qualcuno mi chiede qualcosa e io non ho capito, per favore ripeti in modo tale che possa rispondere io. Fare altrimenti è offensivo e umiliante.

5. Alcuni trucchi che possono aiutare molto.

Mettiti di fronte a me quando mi parli e mantieni visibili le tue labbra. Non parlarmi da un’altra stanza e assicurati di avere la mia attenzione prima di cominciare a parlare. Io voglio sentire quello che mi dici e sto cercando di fare del mio meglio. Se seguirai queste regole, capirò che anche tu starai facendo lo stesso.

Calo udito dopo il raffreddore

Spesso un semplice accumulo di catarro in seguito ad un banale raffreddore può provocare un calo d’udito.

Autunno, inverno e primavera sono le stagioni in cui si può facilmente incappare in un banale raffreddore o in quella forma di otite, clinicamente definita catarrale, che comporta l’accumulo di catarro nel condotto uditivo. Il calo dell’udito dopo il raffreddore è una condizione di per sé abbastanza comune e priva di conseguenze, ma ad ogni modo poco gradevole a causa della sua lunga durata. Analizziamone insieme origini e rimedi.

Perché si può verificare un calo dell’udito dopo il raffreddore

Con l’accumulo di catarro nelle vie respiratorie superiori, condizione che si verifica anche in occasione di un semplice raffreddore, è possibile che la mucosa della cavità nasale e della faringe, nonché l’apertura della tromba di Eustachio, siano oggetto di infiammazione. Si parla, in tal caso, di raffreddore e di otite catarrale. Al fine di evitare sgradevoli complicazioni, è indispensabile evitare di soffiarsi il naso in modo eccessivamente violento. Così facendo, si ostacola, infatti, l’ingresso nella cavità timpanica di virus e batteri che potrebbero infiammare le mucose, provocando la chiusura parziale o totale dell’apertura che si collega alla tromba di Eustachio ed ostacolando la ventilazione della cavità timpanica. E’ questo il processo che si colloca all’origine del calo dell’udito dopo il raffreddore.

Rimedi classici e alternativi per il calo dell’udito post-raffreddore

Il calo dell’udito dopo il raffreddore o in seguito ad otite catarrale è un’evenienza abbastanza comune, destinata a rientrare nei normali parametri nel giro di circa due settimane. Tuttavia, è opportuno rivolgersi ad un medico specialista otorinolaringoiatra che, dopo un’attenta visita, possa prescrivere un’adeguata terapia, solitamente a base di antibiotici e/o cortisonici. Anche l’omeopatia, con i suoi rimedi naturali, può venire in soccorso in caso di calo dell’udito dopo raffreddore. L’utilizzo della Pulsatilla, da applicare direttamente in loco, soprattutto quando l’orecchio si presenta rosso e gonfio, è risultato molto efficace. Silicea e Chamomilla svolgono un’azione molto simile alla Pulsatilla, caratterizzandosi inoltre per una funzione antidolorifica.

Fonte: Amplifon.com

Come scegliere gli apparecchi acustici

Come scegliere gli apparecchi acustici

La prima cosa che ci viene in mente quando scopriamo di avere una perdita uditiva da trattare con l’utilizzo di un ausilio audiologico è come scegliere gli apparecchi acustici da acquistare.

Si tratta, indubbiamente, di dispositivi che non tutti conoscono se non ne hanno già fatto uso, per questo una piccola guida può essere utili a chi si approccia a questi per la prima volta.

Esistono tre gruppi, o famiglie, di apparecchi acustici, all’interno delle quali, poi, vi sono diverse marche, forme e modelli, distinte in base alle loro funzionalità e dimensioni.

  • Gli apparecchi acustici retroauricolari (BTE) sono costituiti da un involucro di plastica rigido che va indossato nella parte retrostante il padiglione auricolare, collegato a una chiocciola in plastica mediante un sottile tubicino che si inserisce all’interno dell’orecchio esterno. Le parti elettroniche del dispositivo, dunque, sono posizionate dietro l’orecchio e questa è la tipologia di apparecchio acustico più diffusa e trasversale. Può essere indossato, infatti, da persone che hanno una ipoacusia da lieve a profonda.
  • Gli apparecchi acustici endoauricolari (ITE), invece, sono quelli che si inseriscono direttamente all’interno dell’orecchio esterno e per questo motivo vengono realizzati su misura in base alla sua conformazione. Esistono in diversi modelli e dimensioni e sono ideali per le perdite uditive da moderate a severe. Naturalmente questi La custodia dei componenti elettronici è in plastica dura.
  • Gli apparecchi acustici in canale (ITC e CIC), infine, sono quelli di ultima generazione: anch’essi su misura si inseriscono proprio all’interno del canale uditivo e ciò li rende quasi invisibili dall’esterno, perché integrano funzioni sofisticate in dimensioni piccolissime, rispetto alle dimensioni di qualunque altro ausilio audilogico. Per la loro dimensione ridotta, tuttavia, di solito non sono raccomandati per i bambini molto piccoli o per le persone perdita di udito grave o profonda.

Naturalmente, conoscere questi diversi modelli non equivale a saperli scegliere, in quanto è sempre compito dell’audioprotesista stabilire, in base alle esigenze del paziente e alla sua perdita uditiva, qual è l’apparecchio acustico più giusto per lui.

È fondamentale, però, quando si valuta la possibilità di acquistare un apparecchio acustico, sapere cosa chiedere e cosa aspettarsi. Ecco un piccolo elenco di quesiti che sarebbe giusto sottoporre allo specialista al momento del consulto.

  • Quali funzionalità sarebbero più utili per me?
  • Qual è il costo totale dell’apparecchio acustico? I vantaggi delle tecnologie più recenti superano i costi più elevati?
  • C’è un periodo di prova per testare gli apparecchi acustici? (La maggior parte dei produttori consente un periodo di prova di 30-60 giorni durante il quale gli aiuti possono essere restituiti per un rimborso.)
  • Quanto tempo dura la garanzia? Può essere estesa? La garanzia copre le future manutenzioni e riparazioni?
  • Mi sarà garantita assistenza futura sul dispositivo e potrò tornare per effettuare nuove regolazioni?
  • In che modo mi consiglia di utilizzarli?

Queste poche ma essenziali informazioni saranno sufficienti ad effettuare l’acquisto degli apparecchi acustici in modo più consapevole e con la certezza che lo specialista ci affiancherà nel nostro processo di adattamento.

Udito: cosa fare se di colpo non si sente più

Che cos’è la sordità improvvisa

La sordità improvvisa è una perdita di udito di tipo percettivo totale o parziale, che insorge all’improvviso e di solito colpisce un solo orecchio. Rappresenta sempre un’urgenza medica e va trattata entro 72 ore dalla sua comparsa. La sordità improvvisa idiopatica (ovvero da cause sconosciute) è caratterizzata da una perdita uditiva di almeno 30 decibel, in tre frequenze diverse contigue, che si sviluppa in un periodo di 72 ore.

Per ipoacusia si intende la diminuzione della capacità uditiva per qualunque causa. Le ipoacusie possono essere distinte in:
– trasmissive; l’apparato di trasmissione, cioè orecchio esterno o medio, risulta compromesso (per esempio per un tappo di cerume) e di conseguenza il suono arriva attenuato all’orecchio interno.
– Percettive; il problema risiede a livello dell’orecchio interno (coclea, nervo acustico, vie acustiche centrali) che non riesce più a trasformare le vibrazioni sonore in impulsi nervosi corretti. La sordità improvvisa fa parte di questo secondo gruppo.

I sintomi

Nella maggior parte dei casi, l’ ipoacusia improvvisa interessa un solo lato (unilaterale) e può essere accompagnata da altri sintomi, tra cui:

– sensazione di avere un orecchio tappato.
– Ronzio auricolare (acufeni).
– Vertigini (indicative di un probabile danno importante).

Le cause

Nella maggior parte dei casi l’origine della sordità improvvisa rimane sconosciuta, tuttavia talvolta potrebbe essere collegata a:

– danni della microcircolazione dell’orecchio interno;
– infezioni virali (in particolare da Herpes zoster);
– malattie autoimmuni;
– eventi traumatici che possono portare a rotture della membrana interna della coclea;
– attivazione di processi di stress cellulare nella coclea.

In tutti i casi si rileva un’atrofia (consumo) delle ciglia dell’organo del Corti, una parte dell’orecchio interno che si trova dentro la coclea.

La diagnosi

In presenza di una perdita uditiva improvvisa, è sempre fondamentale un controllo tempestivo. Trattandosi di un’urgenza, si raccomanda di andare al Pronto soccorso il giorno stesso in cui compare la perdita uditiva.
La diagnosi prevede innanzitutto un’attenta valutazione della storia recente del paziente (viaggi aerei, immersioni, traumi o infezioni recenti, ecc.) e l’esame obiettivo con l’esecuzione di due semplici test complementari l’uno all’altro (prove di Rinne e di Weber, vedi schede 5 e 6).
Il passo successivo è eseguire l’impedenziometria e l’audiometria tonale e vocale.
In linea generale è importante escludere che la sordità improvvisa sia legata ad altre cause (otite esterna, tappo di cerume, otite media, Herpes zoster, fistole perilinfatiche, assunzione di farmaci ototossici, sindrome di Meniere, ecc.), ricorrendo nei casi dubbi anche ad altre indagini.

Le cure

In circa il 65 per cento dei casi, la sordità improvvisa idiopatica regredisce spontaneamente. Un trattamento tempestivo, entro 72 ore dall’inizio dei sintomi, è comunque fortemente raccomandato per ridurre il rischio di danni permanenti.

fonte : www.corriere.it

come pulire le orecchie ai bambini

Pulire le orecchie ai bambini: ecco come fare

Spesso le mamme si preoccupano quando vedono accumuli di cerume nelle orecchie dei propri bambini, perché lo considerano indice di sporco. In verità il cerume, negli adulti come nei bambini, è un meccanismo di difesa naturale che lubrifica e protegge l’orecchio facendo sì che la sporcizia non entri nel canale uditivo: non è quindi sintomo di scarsa igiene, ma piuttosto uno dei tanti sistemi di protezione che il nostro organismo attiva per impedire l’insorgere di germi e infezioni. Il cerume dei bambini, poi, è molto morbido e tende a uscire dall’orecchio con grande facilità.

Gli accumuli di cerume quindi, lievi o moderati che siano, sono da considerarsi comuni nei bambini di tutte le età e non devono destare troppa preoccupazione; se però per un fattore estetico si ritiene opportuno pulire l’orecchio del bambino, allora è importante è procedere con manovre di pulizia moderate e non invasive. Vediamole nel dettaglio.

I bastoncini per le orecchie si dovrebbero usare soltanto per pulire il padiglione auricolare esterno: usarli per pulire l’orecchio in profondità non è una buona idea perché così non solo si rischia di spingere il cerume più in profondità, ma addirittura di perforare il timpano.

Un panno o un asciugamano sono quindi molto più indicati allo scopo: è sufficiente lavare l’orecchio del bambino con un po’ di acqua e sapone delicato e asciugare con delicatezza, senza esercitare troppa pressione. Meglio evitare di usare fazzoletti di carta: un pezzetto potrebbe staccarsi e finire nel condotto uditivo.

Anche il momento del bagnetto offre un’ottima occasione per pulire le orecchie del bimbo: basterà usare una piccola quantità di shampoo o di bagnoschiuma, sempre molto delicati, e procedere al lavaggio. Promosse anche le gocce auricolari: aiutano a lubrificare l’orecchio e facilitano la fuoriuscita del cerume.

Da evitare invece i coni di cera: la loro efficacia è tuttora oggetto di discussione tra gli esperti, senza contare il rischio di ustioni se non li usa con accortezza.

pulizia apparecchi acustici

Come prendersi cura degli apparecchi acustici in vacanza

Per qualcuno è ancora presto, altri sono già partiti per le loro vacanze estive, ma non c’è dubbio che con le temperatura altissime di quest’anno in molti scelgano anche solo nel weekend di recarsi al mare e in piscina. Ma per chi indossa apparecchi acustici in vacanza è importante ricordare di fare attenzione alla loro manutenzione, affinché le giornate sulla spiaggia o i viaggi in auto non danneggino il dispositivo.

Ecco, quindi, alcuni consigli molto utili per la manutenzione e cura degli apparecchi acustici in vacanza, in tutte le situazioni in cui ci si può trovare.

Apparecchi acustici al mare

Apparecchi acustici al mare

La prima cosa da evitare quando si è al mare con gli apparecchi acustici è che la sabbia entri all’interno del dispositivo. Questa, infatti, potrebbe ostruire componenti come il microfono o il tubo, provocando danni anche permanenti alla protesi acustica. È opportuno evitare di toccare l’apparecchio acustico quando si hanno le mani sporche di sabbia, e soprattutto non riporlo all’interno di una borsa insieme ai teli da mare o altre accessori che abbiamo portato in spiaggia.

Un altro pericolo per il nostro dispositivo è costituito dagli spray protettivi o abbronzanti: qualunque sostanza vaporizzata potrebbe entrare all’interno dell’apparecchio acustico e danneggiarlo, dunque, è consigliabile rimuoverlo prima di spruzzare qualsiasi cosa sul nostro corpo, specialmente se sul viso o tra i capelli.

Infine, come sappiamo, è sempre importante che gli apparecchi acustici non entrino in contatto con l’acqua, ma al mare, con l’acqua salata, il pericolo è ancora maggiore. Se questa entra all’interno dell’apparecchio acustico, infatti, anche una volta asciugata, lascia all’interno dei cristalli impossibili da rimuovere e, dunque, danneggia l’apparecchio acustico in modo permanente.

Apparecchi acustici in piscina

Apparecchi acustici in piscinaAnche la piscina è uno dei luoghi più affollati durante la stagione estiva. Qui, valgono le stesse regole esposte per il mare, ma ci sono alcune altre accortezze da considerare.

Innanzitutto, qui il pericolo di contatto con l’acqua è ancora maggiore, perciò è sempre preferibile scegliere una postazione lontana dal bordo piscina o dalle docce, per tenerci al riparo dagli schizzi d’acqua provocati dagli altri bagnanti.

Inoltre, è opportuno munirsi di un contenitore per apparecchi acustici, in modo da poterlo lasciare sotto l’ombrellone o in borsa, sicuri che esso sia al riparo dall’acqua ma anche dalla luce solare.

Apparecchi acustici in viaggio

Apparecchi acustici in viaggioChe sia per raggiungere la spiaggia, la piscina o un’altra meta vacanziera, i viaggi in auto, treno o aereo caratterizzano la stagione estiva.

Le persone che indossano apparecchi acustici, però, dovrebbero ricordare questi utili consigli per il viaggio, sufficienti a consentirgli di viaggiare serenamente.

-Munirsi di batterie di riserva per essere sicuri di non restare senza; sono ammesse nel bagaglio a mano, dunque non c’è da preoccuparsi di portarle in aereo.

-Portare con sé anche il kit per la pulizia e asciugatura degli apparecchi acustici, perché le diverse attività vacanziere potrebbero richiedere una manutenzione più accurata e frequente.

-Prima di qualsiasi partenza, è anche una buona abitudine quella di recarsi dal proprio audioprotesista per effettuare una revisione preventiva ed essere certi di partire con il dispositivo perfettamente funzionante.

-Durante il volo in aereo la maggior parte delle compagnie aeree consente di tenere acceso il dispositivo, anche se è predisposto per la connessione wireless. Per qualsiasi domanda, però, è preferibile contattare la compagnia di viaggio in anticipo.

-Anche durante i passaggi alla sicurezza è possibile continuare a indossare gli apparecchi acustici. I componenti dei dispositivi di ultima generazione sono talmente piccoli che in genere non vengono visualizzati da un rilevatore di metalli.

Fonte: http://www.specialistidelludito.it/

Come pulire gli apparecchi acustici

Pulire gli apparecchi acustici frequentemente, avendone una corretta cura e manutenzione, è il modo migliore per assicurarsi che essi durino a lungo. Ma molto spesso capita che gli utilizzatori si chiedano come pulire gli apparecchi acustici, dal momento che si tratta di dispositivi spesso molto piccoli e sofisticati.

Vi elenchiamo di seguito alcune buone abitudini che è bene tener presente riguardo alla pulizia dei propri dispositivi audiologici.

Per prima cosa è buona norma abituarsi fin da subito all’idea che pulire gli apparecchi acustici sia un’attività da svolgere quotidianamente, ancora meglio se al mattino. Può essere utile associarla ad un’altra azione che fa parte della nostra routine quotidiana in modo da non dimenticare mai di farlo.

Altro aspetto non secondario sono i prodotti per la pulizia degli apparecchi acustici: è importante utilizzare sempre un panno asciutto e pulito insieme a prodotti specifici, meglio se forniti dal proprio audioprotesista. Un kit per la pulizia degli apparecchi acustici, abbinato al proprio dispositivo, è l’ideale per essere certi di possedere tutto il necessario e soprattutto che i diversi componenti non siano danneggiati da prodotti non idonei.

Per lo stesso motivo è opportuno non utilizzare mai detergenti generici, troppo aggressivi e non adatti al dispositivo, e di tenere quest’ultimo lontano da fonti di umidità e calore. Se per errore l’apparecchio acustico dovesse entrare in contatto con acqua, l’unica cosa da fare è aprire il vano batteria e lasciarlo asciugare in autonomia.

Altra cosa importante da sapere è che la pulizia quotidiana non è sufficiente, ma è necessario recarsi periodicamente dal proprio audioprotesista di fiducia, non solo per effettuare i regolari test di funzionamento e idoneità del dispositivo, ma anche per effettuare una pulizia più approfondita che riesca a rimuovere eventuali accumuli di cerume o altri agenti.

cura acufene ticino

Le molte facce dell’acufene

Il tinnitus è diverso per ognuno. Può essere acuto o grave, forte o tranquillo, sempre presente o infrequente. E ha molti fattori scatenanti come ad esempio un danno all’orecchio o problemi alla mascella.

Molte persone affette da tinnitus sentono di aver avuto un calo nella qualità della vita. E in molti casi l’acufene è accompagnato dalla perdita di udito. Alcune volte il tinnitus passa, altre volte bisogna cercare metodi per convivere con i suoi effetti.

Poiché ogni persona avverte l’acufene in modo diverso è importante richiedere un aiuto ad un professionista per cercare la linea di condotta che meglio fa per voi.

Il rumore costante può avere effetti emotivi negativi e causare reazioni comportamentali che vi faranno concentrare sul vostro tinnitus. Per esempio se l’acufene vi rende stressati, potreste voler sfuggire da alcune situazioni sociali. O magari potrebbe tenervi svegli di notte, facendovi sentire stanchi o depressi. Queste cose possono dare vita ad una spirale verso il basso.

Oltre ad amplificare i suoni che ci circondano, alcuni apparecchi acustici hanno tra le caratteristiche la funzione mascheramento tinnitus. Qual è il beneficio di questa combinazione?

In ambienti di ascolto molto tranquilli, i normali apparecchi acustici non hanno molti rumori da amplificare per aiutare a distrarvi dall’acufene. È in questo caso che il mascheramento del tinnitus può essere d’aiuto. Emanando una terapia sonora personalizzata, può distrarvi dal tinnitus. I nostri apparecchi acustici sono provvisti di diversi tipi di terapia sonora: quattro suoni ispirati alla natura che riproducono le onde oceaniche e cinque tipi statici pre-impostati che possono offrire una soluzione personalizzata che vi distrae dall’acufene- così potete rilassarvi e concentrarvi.

Alcuni suggerimenti pratici:

  • Reimparare ad ascoltare. Più sentite impressioni sonore varie, meno vi concentrate sul tinnitus. Quindi ascoltate in modo cosciente il mondo che vi circonda.
  • Riposo rigenerante. Se siete attivi durante il giorno, è più facile dormire di notte. Molti altri fattori influenzano il vostro sonno- sperimentate per vedere quali abitudini influenzano positivamente il vostro riposo notturno.
  • Mantenetevi in movimento. Trascorrere il tempo con i cari e godersi le attività migliora la vostra prospettiva e diminuisce la presa dell’acufene sulla vostra vita.
  • Evitate il silenzio. Ridurre il tempo in silenzio rende più difficile per il tinnitus avere la meglio- rilassatevi con suoni coinvolgenti come audio libri o musica.
  • Mantenetevi in forma. Il benessere fisico è importante- anche se l’acufene sembra aumentare mentre fate sport, non è un motivo di preoccupazione.
  • Rilassamento efficace. Il tinnitus può causare tensione, è quindi importante apprendere e usare in modo regolare dei metodi di rilassamento come Feldenkrais, yoga, tai chi e qi gong.
Fonte: https://www.signia.it/tinnitus/